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martedì 7 gennaio 2014

Philomena


"Non me lo sarei mai aspettato, neanche in un milione di anni!"

Ciao lettori delle Cronache e BUON ANNO!!!

Il primo post del 2014 lo dedico all’ultimo film che ho visto l’anno scorso (ihih). 
Come sempre, a casa mia Natale = scorpacciata di dolci e di film, ma quello che ho apprezzato di più in assoluto è senz’altro Philomena, del britannico Stephen Frears con quel mostro di bravura che è Judi Dench e l’altrettanto bravo (ma, per quanto mi riguarda) meno famoso Steve Coogan.


Per chi non l’avesse ancora visto vi consiglio di affrettarvi e non lasciarvi scappare questo film meraviglioso.

Ma vediamo bene di cosa si tratta:

TRAMA
Il giornalista Martin Sixsmith ha appena perso il suo lavoro come consulente governativo del partito Laburista per Tony Blair e vorrebbe iniziare a scrivere un libro sulla storia della Russia. Contemporaneamente, Philomena Lee confida a sua figlia che, in Irlanda, 50 anni prima, molto giovane, ha concepito un bambino, che ha poi partorito nel convento al quale era stata data in affidamento e dove si troverà costretta in uno stato di segregazione e prigionia, che la porterà fino alla privazione del figlio, dato in adozione contro la sua volontà.
Il successivo incontro casuale tra Martin e la figlia di Philomena, cameriera ad una festa, si presenta come l'occasione per aiutare Philomena nel suo tentativo di ricongiungimento con il figlio. All'inizio il giornalista non sembra interessato a questo tipo di storie, ma ha bisogno di un lavoro e il suo nuovo capo pare credere in un successo editoriale. Incontra quindi Philomena e comincia insieme a lei ad investigare su chi sia diventato suo figlio e dove si trovi in questo momento.


Alla luce di questo incipit si verrebbe portati a credere che Philomena non racconti altro che l’ennesimo toccante dramma a sfondo materno; non si avrebbe nemmeno tanto torto se non fosse per lo humor inglese e l’intelligenza con cui questa storia forte viene raccontata.
Philomena è uno di quei film che vorresti non finisse mai: 94 minuti che volano e, senza che te ne rendi conto, il film è finito, ma ti ha lasciato tanto. Philomena è uno di quei personaggi indimenticabili, che sentiamo immediatamente vivi, veri e vicini: un’amabile e tenera signora, non brillante, né intelligente, ma dotata di un’incredibile bontà d’animo e capace di reagire con coraggio al grande dolore infertole da ragazza.
A spalleggiare Lady Dench troviamo Steve Coogan nei panni del giornalista Sixsmith, che con una bravura non da poco, lascia il ruolo di “spalla” per diventare meritatamente un felicissimo co-protagonista; gli scambi fra i due personaggi sono indimenticabili, impreziositi da alcune battute british davvero argute: come non ridere alla faccia di Coogan-Martin quando la Dench-Philomena gli racconta con dovizia di particolari la trama del libro stile Harmony che ha appena finito di leggere (guardate la scena qui)? (E come non amare Philomena quando mi ricorda così tanto mia nonna, e lo stesso entusiasmo che metteva nel raccontarmi le sue letture??)
Un ritmo da commedia britannica, dunque, ma anche un film coinvolgente dal punto di vista emotivo, che ci porta a riflettere per via delle delicate tematiche in gioco (omosessualità, religione…).


Un film dolce, indimenticabile (credo di aver ripetuto questa parola almeno dieci volte, perdonatemi ma è così), assolutamente da vedere!




Philomena è diretto da Stephen Frears, tratto dal romanzo omonimo (The Lost Child of Philomena Lee) di Marin Sixsmith edito in italia da Edizioni Piemme.

sabato 14 dicembre 2013

Premio Conoceme + qualche idea natalizia!!

Ciao lettori delle Cronache!!
Dopo un lungo periodo di latitanza dal blog, ecco un nuovo post tutto per voi.
Innanzitutto ci tengo a ringraziare Claudina del blog Someone Who is Reading per aver assegnato alla mia piccola creatura il premio 

GRAZIE GRAZIE  e ancora GRAZIE!!!

Il secondo tema del post di oggi sono gli amati-odiati-temuti regali di Natale: non so voi, ma io sono una di quelle persone che quando c’è aria di Natale inizia a sudare freddo in previsione dell’immensa lista di persone a cui fare regali…
Quest’anno ho giocato d’anticipo e ho fatto acquisti mentre ero in giro per mari e lidi inesplorati, riuscendo a portare a casa una cospicua sporta di esotici regali raccattati nei posti più disparati, e sono fiera di proclamare al mondo che per la prima volta non mi ridurrò a comprare CANDELE dell’ultimo minuto!!

Per chi, invece, ancora non ha trovato il regalo giusto, perché non fare un salto in libreria???
Ecco qui qualche consiglio, divisi per categoria: 

  • Per i romanticoni:




Uno splendido disastro, di Jamie McGuire (Garzanti)

Camicetta immacolata, coda di cavallo, gonna al ginocchio. Abby Abernathy sembra la classica ragazza perbene, timida e studiosa. Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. C'è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza. Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli castani di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover convivere sotto lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un'inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.

PERCHE’???? Tutti ne parlano, tutti lo amano, c’è chi lo ha definito il moderno Love Story… Ci sarà un motivo, no?
  • Per una risata sotto l’albero:


Una posizione scomoda, di Francesco Muzzopappa (Fazi)

Fabio è un giovane sceneggiatore di talento diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un ragazzo destinato a grandi cose, una promessa del cinema italiano. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, purtroppo l’unico modo che ha per sbarcare il lunario è scrivere copioni per il cinema a luci rosse, tacendo il suo lavoro ai genitori e agli amici che lo immaginano autore di teatro. Così, invece di veder realizzato Il Cielo di piombo, un’opera che nasconde da anni nel cassetto, a Fabio tocca scrivere sceneggiature come I ragazzi del culetto, A volte ritrombano e L’importanza di chiavarsi Ernesto, quest’ultimo candidato al Festival del Porno di Cannes dove Fabio sarà in lizza per il famoso Zizi d’or. Ma lì avrà inizio il disastro…

PERCHE’???? Il libro dell’esordiente Muzzopappa suscita risate a partire dalla presentazione e continua anche nell’estratto che potete leggere sul sito della casa editrice. E’ finito dritto nella mia reading list, e nella vostra?
  • Per un natale in giallo:


L’ipotesi del male, di Donato Carrisi (Longanesi)

«Hai mai desiderato scomparire?» C’è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un’ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Nessuno sa che fine fanno. E quasi tutti presto se ne dimenticano. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Anche perché la poliziotta ha i segni del buio sulla pelle, come fiori rossi che hanno radici nella sua anima. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d’improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure?  Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati? Mila capisce che per fermare l’armata delle ombre non servono gli indizi, non bastano le indagini. Deve dare all’oscurità una forma, deve attribuirle un senso, deve formulare un’ipotesi convincente, solida, razionale… Un’ipotesi del male. 

PERCHE’???? Carrisi è l’autore italiano di thriller più venduto al mondo… Dovrebbe bastare per prenderlo in considerazione.
  • Per i fantasiosi:


Il Trono di Spade, di George R.R. Martin (Mondadori)

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord, la Barriera - una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei -sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l'inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de "Le cronache del ghiaccio e del fuoco".

PERCHE’???? Che domanda...... Per non parlare della nuova copertina finta-pelle di drago... STUPENDA!!
  • Per una lettura impegnata:


Io sono Malala, di Malala Yousafzai e Christina Lamb (Garzanti)

Valle dello Swat, Pakistan, 9 ottobre 2012, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All'improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l'inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all'assemblea generale delle Nazioni Unite. Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è stata la più giovane candidata di sempre al Premio Nobel per la pace. Questo libro è la storia vera e avvincente come un romanzo della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all'educazione di tutti i bambini, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo.

PERCHE’???? La storia della più giovane candidata di sempre al Premio Nobel della Pace. Ho detto tutto.

E voi, cosa regalerete per Natale?? O cosa sperate di trovare sotto l’albero??? Fatemi sapere!


Un bacio,
Danae

mercoledì 3 luglio 2013

Il Trono di Ghiaccio


Drizzò le spalle. Drizzò la schiena.
"Il mio nome è Celaena Sardothien - bisbigliò - e non avrò paura."

Dopo aver letto recensioni entusiastiche riguardo questo romanzo che mescola una protagonista alla Katniss Everdeen di Hunger Games con il ritmo incalzante di Assassin’s Creed, mi frullava in testa già da un bel po’ di tempo di leggerlo, ma, come forse sapete, la mia reading list è lunga chilometri… Poi ho letto la presentazione dell’autrice, Sarah J. Maas, che inserisce fra le sue passioni gli smalti sgargianti e Han Solo: ho preso immediatamente in mano il libro e non l’ho più lasciato…

HOW TO READ IT:
Il Trono di Ghiaccio è il primo volume della serie fantasy “Throne of Glass” che ha riscosso molti apprezzamenti. La storia della pubblicazione di questo romanzo è quella di un clamoroso e meritatissimo successo dal self-publishing sul sito Fiction Press alla versione cartacea a furor di lettori.
Prima di avventurarvi in questo romanzo, però, vi consiglio la lettura dei quattro prequel che sono stati distribuiti gratuitamente come e-book (li trovate per esempio su Amazon):
  • L’Assassina e il Signore dei Pirati
  • L’Assassina e il Deserto
  • L’Assassina e il Male
  • L’Assassina e l’Impero

Vi consiglio di leggerli perché, oltre ad essere molto belli, sono anche necessari per comprendere pienamente la trama del romanzo e i suoi retroscena; sono anche un ottimo mezzo per addentrarci nel monto fantastico di Erilea e per conoscere veramente l’Assassina, protagonista della storia, che si è evoluta in un personaggio ben sfaccettato attraverso i quattro racconti.
Ma ora passiamo alla…

TRAMA:
Il romanzo comincia esattamente un anno dopo la fine dell’ultimo racconto, un anno che Celaena Sardothien – assassina del regno di Adarlan – ha trascorso come schiava nelle miniere di sale di Endovier, un luogo terribile di torture e lavori forzati da cui nessuno esce vivo.
Celaena, però, ne viene liberata dal principe ereditario in persona, che le propone un accordo a cui lei non può rifiutare: la libertà in cambio di quattro anni di servizio come paladina del re, sicario del temuto re di Aderlan, regno della fittizia Erilea. Per diventarlo, però, Celaena dovrà partecipare ad una gare in cui affronterà gli altri 23 pretendenti al ruolo.
Mentre i partecipanti alla gara iniziano a morire misteriosamente, Celaena si trova ad affrontare prove pericolose, intrighi di corte, i fantasmi del suo passato, e l’amore del principe ereditario Dorian e del capitano della Guardia Real Chaol Westfall.

RECENSIONE:
Bello, bello, bello.

Siccome vorrei scrivere una recensione più lunga di tre parole vi elenco cinque motivi per cui dovreste leggere il romanzo:
  1. Celaena Sardothien: quello della protagonista è uno dei personaggi più belli che mi sia capitato di leggere ultimamente: orfana a 8 anni, la bambina è stata presa sotto protezione dal capo degli assassini Arobynn Hamel che l’ha addestrata fino a farla diventare la più grande assassina di tutti i tempi. Ma lei non è solo un sicario spietato: è una diciottenne arrogante, vanitosa, bella, che non disdegna la lettura di un bel romanzo o una giornata di sano shopping. E non è crudele: il fatto che sia diventata quello che è per necessità, non significa che non abbia un cuore e che non sia in grado di amare. Fondamentali per apprezzare appieno il personaggio sono i quattro racconti prequel, che mostrano l’evoluzione di Celaena da vanitosa e arrogante ad un personaggio complesso e sfaccettato: Celaena sa di essere la migliore – e non ha nessun problema a farlo presente agli altri – ma è anche una ragazza fragile e vulnerabile = una strafiga con le palle e l’anima. 
  2. I personaggi: oltre all’Assassina – che come avrete intuito è un grandissimo personaggio – anche gli altri “di contorno” non sfigurano, in particolare i due pretendenti al cuore della ragazza, il principe Dorian – che non è solo un bel principino superficiale – il serio capitano Westfall: personalmente ho apprezzato di più Chaol che parte diffidente nei confronti di Celaena, per scoprire di ammirarla e di avere in comune con lei più del previsto. Senza dimenticarsi dei personaggi dei prequel, in primis Arobynn e Sam (***SUPER-SPOILER dei prequel : la scena in cui l’assassina veglia il corpo di Sam è un delle più tristi e belle di sempre****). 
  3. Il triangolo no: se temete un insostenibile triangolo amoroso alla Twilight, tranquillizzatevi: non è niente di tutto ciò. Ok al romanticismo che aiuta ad “ammorbidire” la storia, ma fortunatamente il triangolo è appena accennato, una cosa più “immaginaria” che realmente accaduta.
  4. Che storia!! Il mondo creato dall’autrice è affascinante ed originale, e mi è molto piaciuto il fatto che la storia di Erilea ci venga narrata pian piano, attraverso piccoli riferimenti che ci invogliano a saperne sempre più. Il ritmo è incalzante e non ci sono mai momenti di noia; la trama è in perfetto equilibrio fra azione, romanticismo e ironia.
  5. E per finire: Sarh J. Mass adora Han Solo (e come darle torto???). Questo motivo dovrebbe bastare per prenderla in considerazione…


PERFETTO MA NON TROPPO:
Ok, ammetto che sono riuscita a trovare un piccolo difetto (almeno per me): spesso ho avuto l’impressione di una certa “distanza” fra i prequel e il romanzo. Non fraintendetemi: i primi sono indispensabile al secondo, ma avrei preferito che alcune rivelazioni dei quattro racconti venissero riprese e spiegate nel Trono di Ghiaccio (***SPOILER: vedi il tradimento di Arobynn, che viene ricordato un paio di volte, ma a cui non c’è seguito***).
Probabilmente, però, tutto sarà spiegato nei prossimi capitoli, quindi non ci resta che aspettare CON ANSIA la pubblicazione dei prossimi romanzi!!!

VOTO:
"Il Trono di Ghiaccio" (Throne of Glass) è scritto da Sarah J. Maas e pubblicato in Italia da Mondadori.

giovedì 20 giugno 2013

La banda degli insoliti ottantenni



"Ah, tu pensi che i miei figli saranno orgogliosi di me solo perché rubo come Robin Hood? Guarda che tra la foresta di Sherwood e gli armadietti del Grand Hotel ci sono parecchie differenze, sai?"

TRAMA:
L’arzilla Martha e la sua banda di amici vecchietti vivono con tranquillità la loro vecchiaia nell’istituto AB Diamanten. Il loro problema è che la tranquillità è davvero troppa, tanto da essere diventata noia e avvilimento, soprattutto da quando il Diamanten, nella sua rigida politica di tagli alle spese, ha eliminato persino le decorazioni natalizie.
Ispirata da un documentario sulla “stupenda” vita nelle carceri svedesi, Marta coinvolge i suoi amici Snillet, Stina, Anna-Greta e Krattan in un ambizioso piano di fuga dal ricovero e successiva rapina per essere rinchiusi in una serena prigione.
Il primo colpo della sgangherata gang non va a buon fine, così i sei decidono di mettere a segno il colpo del secolo, che avrà esiti davvero imprevisti.

L’AUTRICE: Catharina Ingelman-Sundberg
La Newton Compton porta in Italia un’autrice davvero particolare, che dal 1985 è nota per i suoi saggi di archeologia subacquea finché un bel giorno ha voluto cambiare genere. Specializzatasi in romanzi storici ambientati nella Stoccolma del Trecento - Brännmärkt (2007), Förföljd(2008), Befriad (2009), tutte avventure con protagonista una donna agguerrita — nel 2012 ha voluto provare con qualcosa di completamente diverso: un giallo frizzante e fuori dagli schemi.

RECENSIONE:
Dopo tanti thriller mozzafiato e storie nerissime, dalla Svezia arriva una tenera commedia con qualche tono di giallo. Il romanzo di Catharina Ingelman-Sundberg, infatti, si può ascrivere al genere umoristico, pur partendo da una considerazione molto seria come l’avvilente vita che molti anziani si ritrovano a vivere “scaricati” negli istituti.
Lo humor svedese con cui è raccontata l’avventura dei vecchietti alla riscossa fa più sorridere che ridere, ma tutto ciò rende la lettura leggera e tranquilla. Non si tratta certo di un capolavoro, e non ha nemmeno la pretesa di esserlo, ma rimane pur sempre una lettura piacevole e poco impegnativa, adatta all’ombrellone!
Il maggior difetto del romanzo risiede nei personaggi, piatti e poco credibili (i vecchietti passano dall’essere geni criminali ad impantanarsi in azioni semplicissime…), ma la voglia di scoprire se i nostri eroi ce la faranno ci invita a leggere pagina dopo pagina le loro bislacche avventure.
Anche le vicende narrate sono alquanto inverosimili e spesso confusionarie, ma compensano le riflessioni interessanti: dopo gli 80 anni c’è ancora tempo per divertirsi e persino trovare l’amore.

VOTO:
"La banda degli insoliti ottantenni" (Kaffe Med Ran - come se sapessi lo svedese!) è scritto da Catharina Ingelman-Sundberg e pubblicato in Italia da Newton Compton.

martedì 11 giugno 2013

L’atlante di smeraldo


“Kate cercava di riordinare le idee. L’Atlante. Era la prima volta che sentiva quel nome.
“Che cosa… cosa vuol dire ‘mi ha lasciato il marchio’?”. Le tremava la voce: era più forte di lei.

“L’Atlante è un mare di potenza. E adesso te ne scorre qualche goccia nel sangue.”

Bonjour!! Oggi vi parlo de “L’Atlante di Smeraldo”, il primo volume di una trilogia fantasy per ragazzi dal nome “I libri dell’Inizio” (il secondo “L’Atlante di Fuoco” è già stato pubblicato) di John Stephens, famoso autore televisivo americano (forse qualcuno di voi lo conosce come produttore e autore di Gilmore Girls e The O.C.).

TRAMA:
La notte di Natale, Kate, di appena quattro anni, viene svegliata dalla madre che le affida un medaglione con la foto dei tre figli e le fa promettere che proteggerà sempre il fratello, Michael di 2 anni, e la sorella, la piccola Emma, di appena uno. I tre bambini vengono poi condotti da uno misterioso uomo, amico di famiglia, in un orfanotrofio gestito da suore, dove rimarranno per alcuni anni prima di iniziare ad essere sballottati da un orfanotrofio all’altro.
Dieci anni dopo quella notte di Natale ritroviamo i tre bambini alle prese con il tentativo di adozione da parte di una signora fissata con i cigni; anche la signora Lovestock, però, rinuncia ad adottare gli “impossibili” fratelli P, che vengono quindi mandati ad un orfanotrofio per orfani senza speranza, nella sperduta cittadina di Cambridge Falls.
Il giorno successivo al loro arrivo, i tre bambini vanno a zonzo per la casa, gestita dall’enigmatico dottor Pym; l’abitazione è immensa, praticamente disabitata, piena di torri e stanze che appaiono all’improvviso; in una di queste i fratelli trovano un libro, un libro all’apparenza normale, con la copertina verde smeraldo e le pagine intonse; il libro, però, è in realtà un potentissimo strumento di magia, il cosiddetto Atlante di Smeraldo, uno dei tre Libri dell’Inizio, che spedisce i fratelli P indietro nel tempo, dove dovranno affrontare la crudele Contessa e i suoi Strillatori (una sorta di mostri zombeschi), impedirle di mettere le mani sul libro, salvare Cambridge Falls e il mondo.

RECENSIONE:
Il libro è stato pubblicato nel 2011 ma non ho trovato il tempo di leggerlo fino a qualche settimana fa e nonostante le sue 450 (e oltre) pagine l’ho divorato in due giorni; come già detto, si tratta di un romanzo per bambini, ma ciò non significa che non possa essere una lettura piacevole anche per i più “grandicelli”; essere consapevole di non fare esattamente parte del target a cui è dedicata la storia aiuta ad accettare alcuni piccoli difetti, come una trama prevedibile, che odora di già visto, o la mancanza di una forte caratterizzazione e profondità dei personaggi.
Lo stile è molto scorrevole, la trama avanza veloce e fluida ed è in grado di prenderti, “senza cali di tensione”, ma incalzante dall’inizio alla fine; è un romanzo leggero, mai pesante, grazie anche alla bravura dell’autore di non eccedere in descrizioni lunghissime, ma di tratteggiare in poche linee caratteri e luoghi (molto bella la descrizione del dottor Pym o la caratterizzazione della cigno-fila Lovestock). Probabilmente per questo motivo, il romanzo è stato osannato dagli editori come il nuovo Harry Potter: beh, non lo è, ma lo stile della Rowling è inavvicinabile (ok, sono di parte, lo ammetto…. :P).
Per concludere, lo consiglio agli adulti nostalgici che hanno voglia di una lettura leggera e gradevole, e a quelli che vogliono fare un regalo gradito ad un figlio/nipote/vicino di casa…

VOTO:

"L'Atlante di Smeraldo" (The Emerald Atlas) è scritto da John Stephens e pubblicato in Italia da Longanesi.



venerdì 7 giugno 2013

Angelology


"Una volta l'Angelologia era una delle branche principali della teologia. In passato, re e papi benedicevano il lavoro dei teologi e pagavano i grandi artisti affinché dipingessero gli angeli un tempo, gli ordini e i fini delle schiere celesti erano oggetto di dibattito presso i più eminenti studiosi europei. Oggi gli angeli non hanno più posto nel nostro universo."

TRAMA:
A dodici anni Evangeline, orfana di madre, è stata affidata dal padre alle suore del convento di St. Rose, vicino a New York; divenuta suora, a 23 anni la ragazza si occupa della biblioteca del convento che ospita una mirabile collezione di immagini angeliche.
Spinta dalle richieste di uno studioso, V.A. Verlaine, Evangeline scopre una corrispondenza avvenuta negli anni ’40 fra l’allora badessa Madre Innocenta e la miliardaria mecenate Abigail Rockfeller; nelle lettere si fa riferimento alla scoperta di un cadavere perfettamente conservato di un angelo, ritrovato in una caverna in Bulgaria chiamata Gola del Diavolo.
Sorella Evangeline viene quindi a conoscenza della storia dei Nefilim – una razza ibrida e malvagia nata dall’incrocio fra angeli ribelli e donne umane, tuttora esistente – eterni rivali degli Angelologi, una società di studiosi, teologi e scienziati; contesa dalle due fazioni è la Lira di Orfeo, oggetto dagli immensi poteri.
Evangeline e Verlaine verranno quindi coinvolti in questa eterna lotta fra bene e male, da cui dipende il destino dell’umanità.

RECENSIONE:
Inizio dicendo che forse avevo troppe aspettative per questo libro.
Il romanzo, infatti, ha riscosso un immenso successo, tanto da essere considerato tra i 100 migliori libri del 2010 dal New York Times, essere stato importato in 32 paesi ed essere già stato acquistato dalla Columbia PIctures per trarne un film.
Questo non vuol dire che il libro sia stata una delusione totale, ma è sempre un rischio avere delle aspettative tanto alte.
Detto questo, passiamo ad elencare alcuni punti deboli e di forza:
per essere un esordio, Angelology è un ottimo romanzo; il modo in cui Danielle Trussoni si avvicina all’argomento degli angeli è davvero interessante, e si respira in ogni pagina il grande lavoro di documentazione che l’autrice deve aver svolto, fra riferimenti epici e biblici.
L’intreccio risulta quindi originale e coinvolgente, soprattutto nella parte centrale del romanzo, in cui siamo trasportati nella Parigi occupata dai nazisti in un lungo e importante flash-back che spiega molte cose sugli angelologi e la lotta ai Nefilim (bella l’idea dei Nefilim implicati nell’ascesa nazista e nell’inquisizione spagnola)
Per quanto riguarda lo stile, non è uno dei miei preferiti: lo stile non è snello e questo fa sì che, soprattutto nella prima parte, la storia scorra a fatica. Il finale, invece, mi è parso fin troppo frettoloso, non abbastanza approfondito nella sua importanza. Ovviamente questo giudizio è molto soggettivo e non escludo che qualcuno possa aver trovato lo stile più dinamico e di suo gradimento.
Il punto debole principale, però, l’ho trovato nei personaggi, piatti e non sempre credibili; probabilmente è conseguenza del fatto che la vicenda (flash-back a parte) avviene nell’arco di due giorni, con esiti ben poco credibili sulle relazioni fra i personaggi (SPOILER ****vedi l’amore sbocciato tra Evangeline e Verlaine dopo aver parlato due volte per una durata totale di nemmeno un’ora… mah…****).
Anche i cattivi Nefilim non sono molto credibili, nel loro essere ricchi, belli, narcisisti e non troppo brillanti in quanto a ingegno (SPOILER: **** possibile che la famiglia Grigori lasci il compito gravoso e vitale di ritrovare la Lira al loro erede malato e debole?****).
D’altro canto, però, l’autrice regala ai Nefilim un passato storico di tutto rispetto, grazie alle radici storiche del racconti nei miti greci e nella tradizione giudaico-cristiana.
Quindi, per riassumere:
PRO: storia interessante e mai banale; molto bella la parte centrale del lungo flash-back.
CONTRO: personaggi non troppo convincenti; epilogo frettoloso (ma non disperate, è previsto un seguito, Angelopolis, in uscita quest’anno!)

VOTO:
(anche perché, come esordio, è una bomba!)
Consigliato a chi ha voglia di leggere qualcosa di particolare ed è in grado di “andare oltre” qualche piccola imperfezione.

"Angelology" è scritto da Danielle Trussoni e pubblicato in Italia da Nord.

venerdì 17 maggio 2013

Non buttiamoci giù!!!



"Se lei non avesse tentato di uccidermi, sarei morto di certo. Ma tutti abbiamo un istinto di conversazione, non è vero? Anche se quando emerge stiamo tentando il suicidio."

Notte di Capodanno: quattro persone si incontrano per caso sul tetto di un palazzo; non hanno nulla in comune, tranne l’intenzione di suicidarsi. Il primo ad arrivare “in cima” è Martin, presentatore televisivo in profonda crisi professionale e matrimoniale dopo essere andato a letto con una quindicenne. I suoi preparativi per il salto nel vuoto vengono interrotti dall’arrivo di Maureen (secondo la mia modesta opinione, il personaggio meglio caratterizzato e più realistico di tutti), una donna di mezz’età, madre single di un figlio gravemente disabile. I due vengono raggiunti da Jess, un’adolescente sboccata e arrabbiata con il mondo, ma, soprattutto, con i genitori e il ragazzo che l’ha mollata. L’ultimo è l’americano JJ, squattrinato musicista fallito che, per non “sfigurare” dinanzi ai seri ed evidenti problemi degli altri, racconta di essere affetto da una malattia incurabile.
I progetti di suicidio vengono messi momentaneamente da parte per discutere davanti alle pizze che l’ex musicista doveva consegnare, e i quattro decidono di scendere dal tetto usando le scale, promettendosi di rimanere in vita almeno fino al giorno di San Valentino. Ha così inizio la più improbabile amicizia, fra quattro persone totalmente diverse, ma legati dalla terribile esperienza che sono stati sul punto di vivere; in realtà non si può parlare di amicizia vera e propria, poiché i quattro si detestano, spesso litigano, si chiedono che senso abbia continuare ad incontrarsi e, addirittura, ad andare in vacanza insieme, ma ognuno di loro diventa in qualche modo indispensabile all’altro.
Ormai il gruppo è formato e nel prendesi cura l’uno dell’altro, i quattro trovano inconsapevolmente la forza di “tirare avanti”.
Sia ben chiaro, il tutto senza buonismo, bensì con l’incredibile humour di Hornby che ci regala una storia drammaticamente esilarante, alternando di capitolo in capitolo i diversi punti di vista e voci dei quattro protagonisti. Grandiosa è la bravura di Hornby nel cambiare con cura stile del linguaggio da un personaggio all’altro, riuscendo ad esprimere nitidamente il carattere di ognuno di loro e facendoci affezionare a loro come fossero persone in carne ed ossa.
Altra cosa che mi ha fatto amare questo romanzo e che lo rende una piacevolissima ri-lettura ogni volta che lo prendo in mano, è il pregio dello scrittore di essere riuscito a trasformare un argomento non esattamente allegro – il suicidio – in una divertentissima storia, che riesce ad affiancare momenti di immensa ilarità a riflessioni più profonde, senza mai diventare scontato o noioso.
Se proprio dovessi trovare un difetto in questo che è, senza dubbi, uno dei miei romanzi preferiti, lo troverei nel finale: non tanto il modo in cui la storia finisce (i quattro accantonano momentaneamente l’idea del suicidio), quanto piuttosto l’insipida scena finale in cui i protagonisti rimangono a guardare il London Eye, chiedendosi se stesse girando oppure no.
Ma ciò, in fin dei conti, non rovina affatto questo divertentissimo, originale, bellissimo libro!
VOTO:
Da leggere assolutamente!

p.s. dopo tante attese, smentite, voci di corridoio........ Non buttiamoci giù arriva al cinema!!
Thumbs up per Toni Collette!! 

"Non buttiamoci giù (A long Way down)" è scritto da Nick Hornby e pubblicato in Italia da Guanda.